Autore: Malaavia

 

Titolo: Danze d'incenso

Etichetta Discografica: Maracash

Anno: 2004

Collocazione: MAL 1

Credits:

Testi: Pas Scarpato
Musiche di Pas Scarpato e Oderigi Lusi in collaborazione con Antonio Casoria ed Egidio Napolitano.
Il testo di "Vivi Nascosto" è stato scritto da Matilde Mayla Nuzzo.
Il brano recitato in "Coda di luna calante" è tratto da "Falce di luna calante" di Gabriele D'Annunzio.

Progetto di Massimo Orlandini, Pas Scarpato, Oderigi Lusi, Raoul Caprio.
Produzione artistica: Oderigi Lusi, Peppe Sasso, Pas Scarpato.
Arrangiamenti: Oderigi Lusi, Pas Scarpato.
Orchestrazione e direzione: Oderigi Lusi.
Collaboratori ed ospiti:
Michele Mutti (La Torre dell’Alchimista): Sintetizzatore su "Gnoti sautòn".
Lino Vairetti (Osanna): Voce su “Abraham, where is the land?” ;
Giovanni Mauriello (Nuova Compagnia di Canto Popolare): Voce su "Kyrie eleison";
Franco Malapena: Mandolino e voce tenore.
Stefano Larizza: Voci corali.
Giulio Cozzuto: Chitarra solista.
Umberto Muselli: Sax tenore.
Paolo Sasso: Violino elettrico, violino acustico e viola.
Peppe Sasso: Programmazioni e campionamenti, violino acustico, sax soprano, fiati irlandesi, diamonica.
Omayyash Kuswami: Tromba, flicornino in Sib.
Jaspo Kurson-Florini: Trombone a tiro.
Giorgio Zambonini "Zambo": Chitarra solista in "Coda di luna calante".
Mario Santaniello: Fotografie digitali, giusti consigli e immensa compagnia durante le sessions.
Donato Zoppo: Reporter per www.movimentiprog.net

Line up: Oderigi Lusi: Organo Hammond b3, pianoforte acustico, piano rhodes, tastiere, sintetizzatori, programmazioni, fisarmonica, voce corale
Pas Scarpato: Basso elettrico e acustico, chitarre acustica, classica, elettrica; voce solista
Lucio Fontana: Batteria
Solimena Casoria: Flauto traverso, voce
Egidio Napolitano: Percussioni e rumori d’ambiente

Track list:  

Sequenza prima: delle danze
1. Preludio di luna piena
2. Abraham, where is the land?
3. Climax
4. Sahara – Marrakesh
5. Smoke rag
6. Desert sounds
7. Kyrie eleison

Sequenza seconda: della conoscenza
8. Ombre
9. Gnòti sautòn (conosci te stesso)
10. Vie interne
11. Softmoon
12. Cuori d’elettricità
13. Hominem quaero

Sequenza terza : tra balsami d’incenso
14. Interludio sospeso
15. Vivi nascosto
16. Danza d’incenso
17. Mezzalunafertile
18. Bach’s prelude
19. Mezzalunafertile reprise
20. Locus amoenus
21. Canzone di Giuseppe
22. Coda di luna calante

Storia: I Malaavia si riuniscono alla fine del 1998 dopo un cambiamento nella line-up della band etno-prog Blue Tango di Napoli dove alcuni membri militavano.
Pas Scarpato (ex vocalist, bassista e compositore dei B.T.), Oderigi Lusi (pianista dei B.T.), insieme a Tullio Ippodamia (bassista proveniente dalle “Danze di Dioniso”), formano il primo nucleo del gruppo. Successivamente la nuova band inizierà la collaborazione con Solimena Casoria (flauto, vocalist), Egidio Napolitano (ex percussionista dei B.T.) e il tastierista Antonio Casoria.
Con questa formazione i Malaavia, guidati da Pas e Oderigi, partecipano al “Premio Città di Recanati” dove giungono tra i 20 finalisti su oltre 600 partecipanti.
Mentre iniziano le prime defezioni – A.Casoria esce per occuparsi della didattica musicale mentre Tullio Ippodamia si dedicherà a varie cover band – i Malaavia partecipano ad altre manifestazioni canore importanti, classificandosi sempre ai primi posti sfiorando la vittoria: Cantautori 2000, Cantare Italiano, Duemila e Zero Watt. I concerti di questo periodo sono caratterizzati dall’inserimento di una voce recitante e scenografia video su testi del poeta-psicologo Jaspo Sufiam (Gianluca Esposito) e del soprano Agnese Sgambato.
Giungono al primo posto alla 10° edizione del CAVAMUSIC 2000 nel Luglio 2000 ed entrano a far parte della scuderia MAROCCO, un’agenzia napoletana che promuove musica alternativa ed artisti come Peppe Barra, Lino Cannavacciuolo, Enzo Avitabile, Alan Wurtzburger. Grazie a questo contatto e alla notevole perizia tecnica, la band, ampliando l’organico, è scritturata per accompagnare la tournèe francese di Giovanni Mauriello, storica voce solista della Nuova Compagnia di Canto Popolare e attore di grido nelle varie fiction italiane e film vari. In questo periodo – 2000-2001 – Pas e Oderigi organizzano, nelle strutture della Biblioteca Comunale “Siani” di Cercola (NA), due manifestazioni importanti: “sulle orme di una musica perenne” con Aldo Tagliapietra e “sulla traccia di una musica perenne” con Vittorio Nocenzi e Gianluca Renoffio.
Nel Dicembre 2001, Franco Mussida, storico chitarrista della PFM, assegna ai Malaavia il “premio portavoce” alla manifestazione Ritmi Globali Europei di Treviso. Intanto inizia la collaborazione con Lucio Fontana, batterista dell’area nolana. Le diverse esibizioni live in questo periodo completano l’affiatamento della band grazie anche alle numerose performance con il quartetto d’archi napoletano Solisti dell’anima e con il polistrumentista Angelo Casoria, l’oboista Domenico Rinaldi e il violinista Peppe Sasso.
Inoltre alla fine del 2001 i Malaavia prendono parte alle selezioni per l’edizione 2002 del Festival di Napoli. Pur essendosi piazzata ai primi posti dopo lo stage di selezione la band abbandona la competizione per problemi interni e insofferenza verso il tipo di manifestazione poco consono al messaggio che la propria musica vuole esprimere.
Il 2002 è un anno di stasi per i Malaavia. Oderigi Lusi ed Egidio Napolitano si occupano di musica classica. Solimena e Lucio intraprendono percorsi propri. Pas Scarpato si trasferisce a Bergamo in cerca di produzioni discografiche per rivitalizzare il progetto Malaavia.
L’incontro con Massimo Orlandini e Raoul Caprio della Ma.Ra.Cash, etichetta milanese alternativa, mette in moto il meccanismo che porta alla realizzazione del primo concept-album del gruppo: Danze d’incenso.
Numerosi ospiti suonano in “Danze d’incenso”, tra i quali Lino Vairetti degli Osanna, Giovanni Mauriello della NCCP, Michele Mutti della Torre dell’Alchimista. La perfetta simbiosi tra la scrittura di Pas e Oderigi, la produzione di Massimo e Raoul, il contributo di altri artisti, la passione e professionalità di tutto lo staff artistico-tecnico della Ma.Ra.Cash fanno di questo disco una pregevole rarità nel panorama attuale della musica italiana d'avanguardia.
Dalla fine del 2003, l’organico dei Malaavia muta radicalmente ed accoglie tra le proprie fila musicisti di diversa estrazione artistica che ne condividono il discorso musicale e la filosofia del messaggio dei testi e che si alternano durante il tour di “Danze d’incenso”.
Intanto Pas e Oderigi s'apprestano a stilare un progetto nuovo per il prossimo disco. (da www.malaavia.net )

Provenienza: Campania

Recensione:

Era da un bel po’ che lo aspettavamo, questo concept album! E finalmente è arrivato. D’altra parte sono diversi gli appassionati che seguono con curiosità i passi di questa band napoletana, tanto vicina, per sensibilità, alle suggestioni del prog italiano classico (Orme e Osanna), quanto ben radicata alla tradizione partenopea.

Danze d’incenso si muove attraverso tre sequenze (Delle danze, Della conoscenza e Tra balsami d’incenso) con richiami alle filosofie orientali ma anche alla quotidianità della Storia (pensiamo agli episodi Abraham, where is the land? e a Mezzalunafertile). Il disco va ben oltre le aspettative: c’è un’ambizione testuale e narrativa di ampio respiro che trova un naturale sviluppo in un tessuto musicale variegato e ricco di sorprese.

Da vero concept qual è, Danze d’incenso sfrutta l’idea del “tema conduttore”: l’opener Preludio di luna piena lo squaderna subito, in un sinuoso 5/4 su sonorità ormistiche, poi ripreso qua e là con la tecnica della variazione (pianistica in Soft Moon, quasi orchestrale in Cuori di elettricità, con la chitarra classica in Locus Amoenus e, infine, in un tempo composto - 3/4+4/4 - nell’emozionante Coda di luna calante).

La prima sequenza è quella più brillante, appariscente, colpisce l’orecchio al primo istante con una varietà di tinte sgargianti che toccano il folk mediterraneo (Abraham, where is the land? vede la partecipazione – e il passaggio di testimone musicale – di Lino Vairetti degli Osanna; Sahara – Marrakesh mette in evidenza le ottime doti canore della vocalist) ma anche il jazz rock (Smoke Rag e quella Desert Sounds in 5/4 dall’impronta Gong).

Meno dirette le altre due sequenze: quasi come in un processo di iniziazione, sino a che si tratta di “ballare” siamo tutti capaci, ma quando ci si addentra nella conoscenza e nei balsami d’incenso, l’impegno richiesto è un altro e, probabilmente, la sensibilità (solo) uditiva c’entra sino ad un certo punto. O almeno questo sembra essere il messaggio della banda.

Se restiamo al dato musicale, la densità aumenta ma, talvolta, ci si scontra con una pecca dovuta alla prolissità di alcuni brani. Il rischio è quello di perdere la bussola. Sia bene inteso: la qualità è inequivocabile, il lavoro di strutturazione è attento al dettaglio, la registrazione ottima, però non sempre si può riuscire a catturare l’attenzione (più di tanto) sull’iteratività di temi musicali che meriterebbero o ulteriori elaborazioni su diversi piani (ritmica, timbrica, armonia…) o scarnificazioni.

I Malaavia stanno elaborando un loro sound ma se nella mente hanno gli Osanna, nel cuore ci sono le Orme (il ritornello di Ombre); i testi di Pas Scarpato, molto particolari e sicuramente originali per tematiche e scrittura, risentono della lezione di quegli autori sufi così amati da Battiato(Ouspenskij e Gurdijeff).

Band affiatata con un fuoriclasse: il tastierista Oderigi Lusi. Al pianoforte è un consapevole virtuoso in quanto ha notevole tecnica e non eccede, anzi riesce ad incanalare quell’energia in capacità compositive (Softmoon) e citazionali (Bach’s Prelude).

Tra gli episodi meno convicenti: il Kyrie Eleison (che peccato sprecare una bella voce come quella di Mauriello della Nuova Compagnia di Canto Popolare per un clonazione del peggior Battiato degli anni Ottanta…).

Da incorniciare invece Vie interne: se l’operazione potrebbe sembrare simile a quella di Kyrie Eleison, in realtà il risultato è sensazionale. Un intelligente “scherzo” in formato discomusic rinforzato da giochini ritmico-armonici tutt’altro che scontati. Pare una canzonetta e la canzoncina rimane a ronzare nelle testa ma la sostanza è evidente (il sax di Muselli è inebriante, ma sentite anche cosa combina “sotto” il piano di Lusi).

Se dovessimo comunque scegliere un brano icastico del disco, partiremmo dalla fine con Coda di luna calante: è quello più legato al prog storico europeo, l’atmosfera ricorda i Camel di Moonmadness (come per Danza d’incenso), il tempo dispari non è invadente. La migliore conclusione per un album dalle ottime intenzioni e dagli esiti, comunque, soddisfacenti.

(tratto da "contrAPPUNTI", marzo 2004)

Contatti: malaavia@yahoo.it

Sito artista: www.malaavia.net

Sito casa discograficaCamelot Club

Schedatore: Riccardo Storti

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