Malaavia:
showcase
a Genova per Danze d'Incenso
una festa
indimenticabile per il CSPI
(27/03/2004
– Associazione Nonsolomorego, Genova)
di
Daniele Cutali
Il
gruppo dei Malaavia, band orobico-partenopea , ha recentemente pubblicato il suo
primo cd Danze d'Incenso. Il disco è uscito sotto l'egida della neonata
etichetta Ma.Ra.Cash di Massimo Orlandini e Raoul Caprio, il primo patron del
Camelot Club di Vigevano, pilastro di riferimento della musica progressiva in
Italia per gli appassionati, e il secondo della Kaliphonia di Milano, casa
discografica fondamentale, attiva dai primi anni '90 .
A seguito degli ampi consensi ricevuti dal lavoro dei Malaavia negli ambienti
progressivi di tutto il mondo, la Ma.Ra.Cash ha organizzato e promosso una serie
di showcase itineranti in tutta Italia per presentare al pubblico questa
splendida e singolare realtà. Partendo dal 29 Gennaio, in anteprima, alla Cà
di Ratt di Gravellona Lomellina e il 21 Febbraio al Buenaventura di Castelfranco
Veneto ( con Giusto Pio e Tony Pagliuca tra il pubblico degli estimatori), gli
incontri sono proseguiti il 14 Marzo a Baiano, in provincia di Avellino,
passando poi per questa data del 27 Marzo ospitata dal CSPI a Genova, e culminerà
il 25 Aprile con l’esibizione dal vivo per il Big Wave Fest al Teatro Civico
di Vercelli, in seno al management della D&D Comunicazione
di pfmiana fama e insieme al Castello di Atlante e Arti & Mestieri
in scaletta.
Bel traguardo per una ensemble relativamente giovane.
Raccontiamo ora la serata del 27 Marzo, quella dello showcase dei Malaavia
tenutosi nei locali dell’Associazione NonSoloMorego organizzata in
collaborazione con il Centro Studi per il Progressive Italiano.
Questa è la cronaca di una festa indimenticabile, come abbiamo citato nel
sottotitolo.
Ore
18:15. Incontrare vecchie conoscenze è sempre un piacere. Ecco che quando
arrivo a Genova nei locali dell'Associazione NonSoloMorego, che
ospita cortesemente la sede del Centro Studi per il Progressive Italiano, trovo
subito un'accoglienza calorosa da parte di Massimo Romagnoli e stringo la mano a
Massimo Orlandini, che è presente col banchetto per la distribuzione di musica
e cultura progressiva del Camelot Club, ma anche in veste di produttore dei
Malaavia come Ma.Ra.Cash. Saluto Matteo D'Agord, webmaster del nostro sito e ora
anche parte dello staff dei Malaavia, in quanto creatore e curatore del loro
sito ufficiale, cover designer del loro cd e promotore artistico.
L'atmosfera è distesa, come al solito, e ci si sente parte di una grande
famiglia. Subito alcune note conosciute giungono alle mie orecchie. Nella sala
attigua all'ingresso stanno provando i loro strumenti Pas “Pasqualone”
Scarpato e Oderigi Lusi, i due membri fissi di quel calderone musicale che
risponde al nome di Malaavia, insieme ad un personaggio d'eccezione: il
coordinatore del CSPI, Riccardo Storti, ad un basso Rickenbacker originale del
'73.
Assisto senza disturbare alle prove in versione jam che vertono su brani come Impressioni
di Settembre, Uno Sguardo Verso il Cielo, Figure di Cartone
e Gioco di Bimba, e devo ammettere che la voce di Pas è quanto di più
vicino abbia sentito fin'ora a quella di Aldo Tagliapietra.
Dopo i veloci saluti di rito, Oderigi si allontana ma la jam non
finisce perchè comunque ci si continua a divertire con improvvisazioni
estemporanee come I want to hold your hand, And I love her,
While my guitar gently weeps e Michelle dei Beatles. Highway
Star e Space Truckin' dei Deep Purple in versione acustica e
cantata dal sottoscritto ha divertito i presenti, per fortuna per il momento
pochi.
La
gente comincia a fluire e faccio la conoscenza di un altro membro del CSPI il
cui nome avevo letto soltanto via e-mail, come Massimo Simonelli, e del cantante
Roberto Orsi del gruppo Vicolo Corto, del quale fa parte anche il nostro
coordinatore bassista/tastierista e quant'altro.
Arrivano quindi personaggi già conosciuti, che hanno lasciato ricordi molto
piacevoli del passato prossimo, come Pier Paolo Tondo e Marco Rinzivillo
rispettivamente batterista e chitarrista/ cantante della band The Great
Complotto, e anche loro membri del CSPI.
Scambi di convenevoli e ricordi, saluti alle consorti di Pas e Riccardo, e
comincia il rinfresco di benvenuto ai presenti come apertura ufficiale della
serata dedicata all'incontro coi Malaavia.
Ecco che nel frattempo arriva il primo ospite a sorpresa, invitato innumerevoli volte agli eventi ciessepini e mai presente a causa di impegni personali: Alessandro Corvaglia, cantante de La Maschera di Cera e della Genesis cover band genovese dei Real Dream. La Maschera di Cera è il rinomato gruppo del neo-progressive italiano che si rifà agli standard degli anni '70, e famoso all'estero con picchi di vendite incredibili dei propri cd e per i concerti tenutivisi. Ora è lì con noi, disponibile, gentile, prodigo di battute con il suo spiccato accento livornese e a cui sono legato da particolare ammirazione e per la sua bravura, e per la musica del suo gruppo e, non da meno, per l'intervista a cui lo sottoposi che venne pubblicata sul n.1 di ContrAPPUNTI, organo trimestrale del CSPI.
Ore
20:00. Il tempo passa veloce e si dà il via alle danze... d'incenso.
Tutti i presenti vengono invitati a prendere posto nella sala dove prima erano
avvenute le prove di jam-session e il moderatore dell'incontro, l'anfitrione
Riccardo Storti, apre lo showcase. Mentre prendo il mio posto tra i relatori,
faccio la conoscenza di un altro membro di Movimenti Prog, l'esuberante Giovanni
Turco, e accanto a me si siedono Matteo, Massimo Orlandini, Pas con la sua
chitarra tra le braccia. In piedi ci sono Oderigi, alla sua tastiera, e il
simpatico Luciano Ceriello, cantautore napoletano che ha collaborato alla
realizzazione del disco, seduto più a destra.
Riccardo
parte presentando i Malaavia al pubblico, circa una sessantina di persone - un
record di presenze con la saletta stipata! - facendo ascoltare dal CD i primi
due brani di Danze d'Incenso, Preludio di Luna Piena e Abraham,
where is the land?. Due brani particolarmente evocativi e suggestivi che
fanno esplodere l'entusiasmo dei presenti con uno scroscio d'applausi.
Il nostro coordinatore inizia a porre le sue domande facendo raccontare a Pas,
con interventi di Oderigi, in breve la storia della band e del tortuoso e annoso
percorso che ha portato alla realizzazione del disco, punto di arrivo ma anche
di partenza del progetto Malaavia, le cui prossime date dal vivo sono solo
un'inizio. E' un Pas visibilmente emozionato che parla, che ringrazia e ricorda
le numerose persone che sono state coinvolte nei Malaavia che hanno poi preso
strade diverse.
Altro intermezzo musicale estratto dal cd, Vivi nascosto .
Prende la parola Massimo Orlandini, al quale vengono chieste le motivazioni per
il quale credere in una tale operazione con un gruppo praticamente conosciuto a
poche persone. La risposta di Orlandini si basa sul suo credere ciecamente nella
musica di qualità e mette su un ideale piedistallo di questo tipo la musica dei
Malaavia e del primo cd prodotto dalla Ma.Ra.Cash, The Call dei Middle Aging.
Massimo sottolinea anche il legame di amicizia che lo lega a Pas da tanti anni.
E' ora per i Malaavia di farci sentire dal vivo qualche brano di Danze
d'Incenso, e si comincia con un'applauditissima Gnòti Sautòn ( conosci te
stesso), in una perfetta esecuzione solo per chitarra e tastiera da parte
di Pas e Oderigi. L'atmosfera si scalda ed è una bella sensazione: una energia
invisibile avvolge suoni e persone.
A
Matteo viene chiesto circa il coinvolgimento di Movimenti Prog e suo personale
nel progetto Malaavia, e viene spiegato come il nostro sito abbia pubblicizzato
il più possibile questa uscita con parecchie recensioni parallele, dal momento
che Pas è anche parte dello staff movimentiano, ed essendo Movimenti Prog
attento alle novità oltre che al prog d'annata era doversoso analizzare Danze
d'Incenso.
Viene suonata Locus amoenus. Il brano riprende in maniera egregia il
motivo portante del disco, iniziato con Preludio di Luna Piena. Le
emozioni affluiscono, almeno per me che sono sensibile a certe melodie
suggestive. Ma a quanto pare anche per altri che applaudono facendo cenni di
ampi consensi.
A
questo punto viene coinvolto il sottoscritto, a cui vengono chieste
delucidazioni circa i futuri programmi editoriali: è un debutto pubblico
obbligato un po' a sorpresa di un progetto che sta prendendo sempre più forma e
consistenza, tempo permettendo, e che era stato buttato lì solo come un'idea,
sulla scia dello studio che ha fatto il nostro coordinatore Riccardo, che vedrà
la luce molto presto, circa la decentralizzazione geografica del progressive
italiano. Riccardo ha dato il “la” allo studio e all'analisi storica circa
l'evoluzione della musica progressiva in alcune importanti città italiane, con
il suo su Genova. Adesso, dopo questa piccola presentazione “ufficiale” in
pubblico, sta ai vari referenti regionali del CSPI prendere la palla al balzo e
continuare il discorso stortiano facendolo diventare quello che sarà il
progetto più ambizioso e di ampio respiro, secondo me, del Centro Studi per il
Progressive Italiano: il focalizzare e scrivere la storia del movimento
progressivo italiano, dopo Genova, a Torino, Roma e Napoli, per il momento.
Naturalmente a cura dei rispettivi referenti, come già detto, i quali sono il
sottoscritto, Emanuele Kraushaar e Donato Zoppo.
Dopo avermi dato “in pasto” al pubblico e dopo alcune mie opinabili teorie
sulla nascita della scuola jazz-rock torinese, si ritorna alla musica suonata.
Danza d'Incenso e Sahara-Marrakesch per Pas e Oderigi con la
sentita ed emozionante partecipazione della voce narrante di Luciano Ceriello.
E' il momento di Giovanni Turco per parlare della sua toccante esperienza con i
Malaavia.
Il ricordo della conoscenza della band da parte di Giovanni è fervente e
accostabile a un particolare momento della sua vita, come racconta. La
commozione è viva nei suoi occhi che rivedono la scena del loro incontro, e a
quanto pare scoccò l'amore come per una ragazza appena conosciuta ma deliziosa
al tempo stesso. Giovanni ha un carattere gioviale, solare e assolutamente
coinvolgente, tanto che il suo racconto strappa uno scrosciante applauso per le
belle parole che ha prodigato ai Malaavia.
Si chiude il momento musicale proprio della band con i brani Smoke Rag
e Desert Sounds.
Dopo il momento della presentazione di Danze d'incenso, per la band, i musicisti
ospiti presenti ed il pubblico la festa continua.
Inizia la jam-session, della quale avevo assistito le prove prima, tra Riccardo,
Pas e Oderigi e con l'ottimo contributo vocale di Roberto, cantante del Vicolo
Corto, la band di Riccardo. Tra quelli provati, i brani che vengono
ufficialmente suonati sono Impressioni di Settembre e
Uno Sguardo Verso il Cielo, con evidente approvazione e gradimento del
pubblico che non risparmia gli applausi.
Tra il pubblico è presente una vecchia conoscenza della manifestazione
Impressioni di Settembre 2, tenutasi sempre a Genova nel Settembre del 2003:
Elisa Montaldo, tastierista degli Hidebehind, cover band genovese che propone un
repertorio che spazia dai Genesis, agli IQ per arrivare ai Kansas passando da
Steve Hackett.
Riccardo chiama Elisa alla tastiera di Oderigi per una jam d'eccezione. Chi meglio di Alex Corvaglia per cantare Firth of Fifth dei Genesis in versione solo piano e voce, dal momento che è anche il cantante dei Real Dream? A chi ama i Genesis dell'era Gabriel con tutto sé stesso è percorso un brivido d'emozione certamente forte.
Tra una citazione e l'altra si arriva a parlare anche di Lino Vairetti, storico cantante degli Osanna, capostopiti della scuola napoletana progressiva e del neapolitan power che hanno influenzato non poco, a macchia di leopardo, i tratti di Danze d'Incenso. Vairetti ha prestato la propria voce, ancora in splendida forma, per le registrazioni del disco e Pas non ha potuto far altro che ringraziarlo pubblicamente e rendergli omaggio con una versione acustica de L'Uomo, uno dei brani più famosi degli Osanna. Poco prima dell'esecuzione viene fuori l'idea di chiamare Vairetti al telefono e l'incontenibile Giovanni Turco non ci pensa due volte a chiamarlo al telefonino per fargli sentire in diretta la canzone. Sentiti applausi accompagnano la fine del brano e i saluti a Lino. Un momento alquanto emozionante.
Altro giro, altro ospite a sorpresa alla festa Malaavia-CSPI-MP. Arriva il musicista genovese Fabio Zuffanti nella cui persona è rappresentata tutta la miriade di progetti progressivi che sta portando avanti. Questa sera il più rappresentativo è La Maschera di Cera. Applausi lo accolgono e subito Riccardo lo invita per una jam con Corvaglia. Fabio prende il basso Rickenbacker, dopo alcune blande ritrosie, e Alex la chitarra di Pas per uno stralcio dalla suite omonima del primo disco della Maschera di Cera. Emozioni intense si susseguono.
Questa è festa, per parafrasare il celebre brano della Premiata
Forneria Marconi.
Si
concludono le emozionanti sessions con un esperimento cantautorale che vede
coinvolti Pas al basso, Oderigi alla tastiera e Luciano Ceriello alla voce il
quale intona la sua Deserti Irreali, brano di punta
dell'omonimo album pubblicato qualche anno fa. Devo ammettere purtroppo di
essermelo perso a causa di un mio momentaneo allontanamento dalla sala per
rincorrere Corvaglia e Zuffanti e intrattenerli per una sessione fotografica.
Strette di mano, complimenti, congratulazioni e saluti non affievoliscono
l'atmosfera ancora calda e densa.
Quando
poi la maggior parte del pubblico venuta a vedere lo showcase ha lasciato la
sala, l'Associazione NonSoloMorego ci prepara l'ultima chicca
finale: enorme tavolata con tutti gli ospiti invitati per una succulenta
spaghettata al sugo di salsiccia e a suon di buon vino!
Come ha sottolineato il vulcanico coordinatore del CSPI Riccardo, persona per la
quale calza alla perfezione l'azzeccatissima frase una ne pensa e
cento ne fa, “... questi sono ricordi che rimangono, ragazzi!”
A malincuore e dopo aver ingurgitato due piatti di pasta, devo salutare l'allegra e impareggiabile compagnia della miglior gente che c'è negli ambienti progressivi, per rimettermi in strada e ripercorrere a ritroso il percorso verso la tiepida Torino.
(tratto da www.movimentiprog.net )